Pittura astratta
- Alessandra Bisi
- 21 nov
- Tempo di lettura: 1 min
Quante volte abbiamo sentito dire da amici, visitatori,potenziali collezionisti questa frase: " Amo la pittura ma quella astratta non la capisco". Come impatto non ci fa piacere ma è l'occasione per rispondere che le cose più semplici non hanno la necessità di essere "capite". A queste persone con cui chiacchero volentieri, non parlo certo di composizione, colore e struttura della forma. Cose che, in fondo, non riguardano il sereno, libero, fiducioso pubblico che comunque pone lo sguardo su ciò che realizziamo. A queste persone parlo di musica, di pensiero, di sentimento e percezione attraverso i nostri sensi. Lo faccio domandando loro perchè non domandino a se stessi cosa rappresenti una musica o per esempio un profumo. Se per caso abbiano mai "capito" come in questi ambiti essi intendano, la rappresentazione dell'amore o di altri sentimenti. La pittura astratta si sente come "attivatore" di ciò che non è rappresentabile. Si sente attraverso gli occhi. Gli occhi ci portano nelle interpretazioni emotive personali e soggettive nella versione inedita che appartiene al pubblico. Non all'artista. Per questo la pittura astratta fa bene a tutti.





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