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Aggiornamento: 28 mag 2025

Il nuovo mondo dell'arte che sfida le regole. Ancora mostre?


Balena volante

All'inizio, è apparso un nuovo profilo "professionale" che si è nominato definendosi con il nome di un altro legittimo profilo: il curatore. Accadeva circa dieci o anche più anni fa. Quando la nostra società già confusa scopriva la gretta soddisfazione di improvvisarsi con facile entusiasmo in qualsiasi attività e attivismo, nell'apparire. Nel caso artistico il terreno era in un certo modo favorevole. Nicchie dentro nicchie e altre nicchie avevano creato fra le maggioranze incompetenti, le infinite possibilità di potere "definire" l'arte in modo che potesse essere qualsiasi cosa. Nelle migliori delle ipotesi, interpretazioni superficiali e scorrette di tutti gli interessanti passaggi che le avanguardie ci hanno lasciato. Nelle ipotesi peggiori, nell'ignorare il tutto, il prima, il dopo, il durante e oltre, l'arte sostanzialmente diventava una supercazzola che motivava qualsiasi oggetto con dissertazioni che anche se raramente acute, restavano autonome rispetto a tutti i rottami e i pasticci esibiti. Esibiti a pagamento presso spazi in affitto scovati e promozionati dai sedicenti "curatori". Dopo questa premessa, proseguo nella mia testimonianza che scrivo dall'angolo invisibile in cui insieme a molti altri artisti che si riconosceranno in questo stato, scrivo. Tornando all'inizio, quindi, venivano proposti piani di "autopromozione" che comprendevano i detti "servizi". Servizi di comunicazione improvvisata e modesta che purtroppo sapeva riscuotere gradimento da molti artisti in ritardo rispetto all'avvento degli strumenti tecnologici. In sintesi, che mi riprometto di sviluppare nei prossimi articoli, incominciarono ad esserci quantità enormi di mostre collettive e anche personali sulle basi del nulla sia curatoriale che artistico. Questa vera e propria lenta e capillare erosione del mercato e dell'arte, distruggeva nel corso degli anni anche il rapporto con il pubblico. Il pubblico, durante le festicciole di egocentrici e truffatori, veniva sistematicamente annoiato, demotivato, deluso. Oppure, presente a celebrazioni ridicole da parte di altri sedicenti autorevoli della critica, dava il peggio di sé stesso sentendosi inadeguato ad esprimere la reale incomprensione a proposito delle supercazzole al centro del nulla. Parallelamente, artisti e appassionati hanno evitato di fare parte di questo circo resistendo in disparte. Nel tempo, così, siamo diventati invisibili. L'operazione dei finti curatori e curatrici è rimasta una bolla sempre più scarsa e non ha creato nemmeno una scintilla di mercato neanche per chi convinto che l'arte sia qualsiasi cosa esponendo i propri rigurgiti di bricolage. Infatti, queste operazioni di promozione senza professionale applicazione, non ha restituito vendite. Eppure, i seguaci egocentrici ormai illusi che produrre arte fosse così semplice da potere essere artisti, hanno continuato e continuano a mantenere ormai posizioni economiche solide di questi operatori. Gli unici o i pochi che percepiscono denaro per le proprie campagne senza garantire nessun riscontro. Nel prossimo articolo altri approfondimenti e attenzione sulla invisibilità dell'arte in corso.




 
 
 

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