PLAGIATORI


Per noi creatori e creativi, si tratta spesso di dovere convertire in valore economico valori intellettuali e progetti.

La trasmissione delle idee che coincide con i piani di marketing e comunicazione è necessaria.

Molto spesso, almeno per quanto mi riguarda, l'entusiasmo della condivisione prevale. Credo sia giusto finché la creazione resti una proposta da trasmettere. Lo scambio è progresso. Purtroppo, sempre più spesso, la riflessione cade sulla eccessiva prevalenza dei contenitori di comunicazione.

Situazione del contesto epocale che talvolta richiede anche il condizionamento e l'adeguamento dei contenuti. In uno scenario di molti contenitori in prima linea sui motori di visualizzazione di cui parecchi vuoti e alcuni pieni, si attua la dispersione, la banalizzazione

e il continuo maldestro plagio.

Un plagio modesto nemmeno un poco interpretativo che non aggiunge accenti ne valore ma disperde quello dell'originale che invece resta soffocato dalle visualizzazioni dei "tarocchi".

Il plagiatore è colui che non abbraccia ne sostiene una creazione o un' idea. Non ha gli strumenti per capire un risultato coltivato e fatto crescere da un'altra persona. Il plagiatore si limita a raccogliere la fioritura di un risultato, strappandola volgarmente per inserirla nel proprio vuoto contenitore e farne strumento. Una pratica troppo diffusa che lede i creatori in modo certamente sgradevole, ma rispetto alla collettività questo atto è ben più grave. Infatti, con questa operazione, il plagiatore rende difficile l' interesse per le nuove idee, proprio perché la divulgazione resta priva dei processi autentici fondamentali per la comprensione e la condivisione. Gli approfondimenti sui diritti di autore sono sempre più importanti perché a fronte di queste problematiche devono affrontare adeguati aggiornamenti. Il plagio è in continuo mutamento e sempre più difficile da controllare. Tuttavia spesso non è in grado di appropriarsi dei diritti altrui perché sono protetti.

Il plagio contemporaneo si muove molto in rete ed è solo distruttivo: sovrapponendosi distilla solo banalità rendendo sorde anche le idee più interessanti.

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