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Non è la detenzione domiciliare a cinque stelle che mette in scacco. E' il dolore della crescente consapevolezza di essere parte e dentro una malattia del mondo. Dentro gli appartamenti a circuito staccato le televisioni sono accese e si alternano gli aggiornamenti con il numero dei contagi e dei morti alle pubblicità. Esse narrano felici i colori e le immagini adeguate alla società fino ad un mese fa. La nostalgia della' normalità' ci ha reso increduli. Oppure isterici come quelli che corrono disperati nei parchi vuoti contrastando le regole imposte. Non si deve uscire di casa. Quando appaiono le grafiche alla televisione con le regole fra cui la prima è STAI A CASA ancora una volta non sembra vero. In un mondo di viaggiatori e di offerte per viaggi: Certo nell'ultimo periodo epocale in cui sarebbe esistito il mare... e ...le spiagge...e gli animali...e i fiori. Trauma generale con tempo insufficiente per rendersi conto. Un cristallo rotto e la resa dei conti non si ha il tempo di tracciarla neanche con la paura che resti un orma. Scienziati e medici in prima linea i militari della guerra. Forse loro sanno che proprio grazie al loro corpo a corpo fra i corpi un giorno non programmabile se non da curve e speranze, finirà. Anzi; si, potrà finire. Se la poesia e tutta l' arte sono state anche un grido ma non sempre, ecco che si riesce a sentirsi uniti a volte anche con la contemporanea superficialità. Penso che no; no, per i poeti non finirà. Le loro espressioni sono risultati in sintesi di lacerazioni o godimenti sulle quali i cambiamenti pesano.

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